Supervisione Mediatori
Il Comune di Schio (VI) organizza ormai da diversi anni corsi di formazione per mediatori culturali e interculturali riuniti sotto il nome di “Laboratori del possibile”, promossi ed organizzati dall’Assessorato ai Servizi Sociali. I corsi svoltisi dal 2000 a oggi sono cresciuti in parallelo alle esigenze delle fasi migratorie, ai problemi e alle esigenze portati dal territorio e dalla scuola. E’ a partire da questa eredità che il “Laboratorio sociale di mediazione interculturale”del Centro Capta si è inserito e ha continuato la strada intrapresa, focalizzandosi al suo interno su un aspetto che, nelle precedenti esperienze ha avuto un forte riscontro da parte dei partecipanti: la parte laboratoriale a mediazione teatrale.
Nell’anno 2007 la finalità principale del corso si è concretizzata nel coinvolgimento e nella socializzazione tra i mediatori, nell’approfondimento e nell’esercitazione pratica della loro preparazione, ma ha permesso di creare uno spazio di confronto tra sé personale e sé professionale del mediatore. Il conflitto, tema centrale del lavoro che è stato proposto al gruppo, è diventato un’occasione da cogliere e non un pericoloso problema da evitare. Gli obiettivi che il progetto iniziale si è posto e che sono stati perseguiti durante lo svolgimento del laboratorio sono i seguenti:
- Favorire la creazione di un gruppo attivo e coeso.
- Cercare di trasformare il lavoro in gruppo in lavoro di gruppo.
- Utilizzare il gruppo formativo come situazione nel “qui e ora” dove esercitarsi alla mediazione: creare un gruppo interculturale e interprofessionale come “palestra” di relazione attiva, di comunicazione efficace, di gestione del conflitto e di mediazione.
- Favorire le capacità di lavorare in equipe.
- Sviluppare la capacità di ascolto attivo.
- Favorire la capacità di riconoscere e gestire i conflitti, i malintesi, gli incidenti critici di carattere culturale.
- Sensibilizzare all’utilizzo di più codici linguistici e comunicativi.
- Favorire l’utilizzo intenzionale del proprio percorso migratorio, della propria esperienza personale e professionale per entrare in comunicazione e relazione con le persone implicate in un processo di mediazione.
- Favorire la capacità di affrontare e gestire i conflitti latenti e manifesti.
- Favorire la capacità di utilizzare le risorse ognuno in una equipe di lavoro.
Lo svolgimento del corso ha permesso di evidenziare alcune necessità specifiche portate dai mediatori culturali. Durante il percorso direttamente o indirettamente sono emerse le seguenti considerazioni e esigenze:
1. Il funzionamento di una modalità formativa basata su tecniche attive e esperienziali, dalle quali poter desumere alcuni elementi di carattere teorico. # La necessità portata dai mediatori, soprattutto da alcuni, di una formazione continua.
2. Le difficoltà dei partecipanti nel raccordare la formazione teorica alle situazioni concrete di mediazione da loro effettuate e viceversa (difficoltà nel passaggio dalla teoria all’operazionalizzazione e nel passaggio dalla pratica alla riflessione teorica).
3. Il bisogno di maturare una “identità professionale” più solida e socialmente riconosciuta. # La responsabilità, sentita dai mediatori, nel rappresentare la parte più “attiva” e “avanzata” dei migranti presenti nel territorio.
A seguito di questo nell’anno 2008 è stato realizzato un percorso di supervisione attiva la cui finalità principale consisteva nello sviluppo professionale della figura del mediatore culturale, cercando di far crescere la salienza e l’efficacia dell’azione attraverso la supervisione degli interventi di mediazione culturale. Gli obiettivi del percorso:
1. Obiettivi relativi al gruppo in formazione:
- Favorire la creazione di un gruppo attivo e coeso.
- Cercare di trasformare il lavoro in gruppo in lavoro di gruppo.
- Utilizzare il gruppo formativo come situazione nel “qui e ora” dove esercitarsi alla mediazione: gruppo come “palestra” di relazione attiva, di comunicazione efficace, di gestione del conflitto e di mediazione.
- Creare un gruppo di lavoro che sedimenti nel tempo competenze e pratiche professionali.
- Favorire le capacità di lavorare in equipe.
- Creare un gruppo che trovi motivante continuare a incontrarsi e a formarsi.
- Favorire la riflessione sulla figura del mediatore culturale.
2. Obiettivi formativi:
- Creare una pratica di lavoro strutturata in: intervento e riflessione sull’intervento.
- Favorire il lavoro di riflessione sull’azione e di applicazione dei principi teorici all’azione.
- Fornire conoscenze basilari rispetto alle tecniche di mediazione tra persone con difficoltà linguistico-comunicative e culturali, con conflitti latenti o manifesti, con difficoltà relazionali e socio-comunicative.
- Sviluppare la capacità di ascolto passivo e attivo.
- Favorire la capacità di riconoscere e gestire i conflitti, i malintesi, gli incidenti critici di carattere culturale.
- Sensibilizzare all’utilizzo di più codici linguistici e comunicativi.
- Fornire le basi teoriche e applicative per la comunicazione triadica.
- Favorire l’utilizzo intenzionale del proprio percorso migratorio, della propria esperienza personale e professionale per entrare in comunicazione e relazione con le persone implicate in un processo di mediazione.
- Favorire la capacità di affrontare e gestire i conflitti latenti e manifesti.
- Favorire la capacità di utilizzare le risorse ognuno in una equipe di lavoro.
