Siamo giunti alla terza puntata della rubrica “L’angolo dell’esperto”. Ogni mese uno psicologo del Centro Capta risponderà con la propria competenza ed esperienza a una lettera di chiunque voglia confrontarsi sui temi della genitorialità. Le lettere vanno scritte a info@centrocapta.it.

 

Caro esperto,
Sono una madre di un ragazzo di 15 anni che quest’anno andrà in seconda superiore. Il primo anno è stato un disastro: non sono riuscita a contare quanti 3 e 4 c’erano nel registro.  Fosse stato perché la scuola è difficile capirei, ma invece è tutto per mancanza di voglia. È il momento di studiare e lui guarda fuori dalla finestra, durante le lezioni si distrae, fa le verifiche e non legge bene la consegna e via così. Ho provato a chiedergli perché, se voleva cambiare scuola, ma la sua risposta è semplice: “Non so perché mamma, ma non ho voglia. La scuola mi piace ed è quella che voglio frequentare”. Stiamo passando l’estate a fare ripetizioni perché deve recuperare due materie, non andremo in vacanza perché in quel periodo in cui potevamo andare ci saranno gli esami.
Cosa posso fare? Come mi devo comportare? La prego mi aiuti, grazie

Diana M.

 

 

Cara mamma,

benvenuta nell’adolescenza di tuo figlio. Qualcuno la passa un po’ più liscia, trovandosi il conto più avanti, altri genitori come te si trovano di fronte un rebus che di soluzioni non ha. O meglio non quelle che potresti trovare tu al posto di tuo figlio.

Tento qualche ipotesi. Quindici anni sono gli occhi di un ragazzo che guarda ai suoi coetanei, ai momenti da passare insieme, alla sua immagine, ai divertimenti che si sta perdendo.

Difficile che le sue priorità siano le sue responsabilità verso la scuola. Non di meno soffre per i suoi insuccessi scolastici, per il suo senso di autoefficacia venuto meno e per la sensazione spiacevole che lo abita di credere di non essere capace, di non essere abbastanza.

Chiedendogli se sia la scuola giusta per lui, domanda lecita e opportuna, non credo otterrai comunque una risposta soddisfacente poiché è confuso, insicuro. Ad ogni modo i suoi 15 anni conoscono solo la scuola che ha scelto dopo le medie, spesso quella che gli hanno consigliato i grandi.

Che fare mamma? Incoraggialo e incoraggia te stessa a incoraggiarlo. Non smettere di credere in lui e ricordagli che la scuola può non essere quell’inferno del primo anno, ma un’esperienza positiva dove può mettere in gioco le sue abilità. Spingilo a credere in sé e a credere che una soluzione c’è.

Certo, quando si cade in una buca serve una corda per risalire. Tu non puoi essere le gambe di tuo figlio ma gettargli quella corda, o più corde sì, lo puoi fare.

Le corde sono: invitalo a frequentare dei corsi sul metodo di studio e sulla motivazione, questo è il momento giusto! Oppure organizza insieme a lui un appuntamento con un consulente che conosca gli adolescenti e i problemi scolastici. Inoltre, mamma, ingaggia subito i suoi insegnanti attraverso dei colloqui chiedendo loro consiglio su come possa avere una vita scolastica più felice. Quando c’è un problema esiste più di una soluzione.

Insegnagli a non rassegnarsi a vedersi così. E le risposte piano arriveranno.

Abbi pazienza mamma, la scuola non è una sua priorità, ma la felicità sì, di tutti.

Buon viaggio.

Andrea Picco